Se c'è qualche film non circuitato in Italia, visionario e sconosciuto, io certamente l'ho visto.
Non amo vantarmi eh, ma è l'unica cosa che mi rende fiera, e a ragion veduta.
Non amo il provincialissimo e dilettantesco Cinema italiano, e raramente guardo i film che produce, però quando un film è bello non mi resta che ammetterlo (tanto è una cosa che mi capita ogni mille mai) e promuoverlo.
E' il caso de "Le conseguenze dell'amore", con un Toni Servillo in stato di Grazia (come ne "Il Divo" d'altronde) ed un Paolo Sorrentino che stupisce.
Intendiamoci, non sto gridando al capolavoro, durante la visione ho percepito la mancanza di qualcosa alla struttura complessiva del film, ma per una volta, ci si è discostati dal provincialismo e dilettantismo di cui sopra.
Il film è permeato per tutta la durata da frustrazioni, sensi d'impotenza, burattinai, marionette, e rimpianti. Una storia di mafia e corruzione, di corrotti e corruttibili, di sacrifici e di sangue.
Fino al decisivo riscatto finale.
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